La guerra combattuta in smart working per difendere l'Europa

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- Foto archivio press Rheinmetall AG. -

Che a Vladimir Putin l’Ucraina non sarebbe bastata per soddisfare le sue mire espansionistiche era chiaro a tutti.

L’annessione dell’Ucraina alla Russia riducendola a una sua Repubblica vassalla, era solo l’inizio di un più ampio piano che ronzava nella testa del dittatore zarista da decenni.

Così la spesa militare in Unione Europea era stata aumentata vorticosamente. Perché un’altra cosa ormai era chiara a Bruxelles, nelle cancellerie e palazzi di governo europei, il tiepido appoggio degli Stati Uniti: troppo impegnati a contenere la Cina.

E così tutto si è avverato. Dopo tre anni e mezzo per riprendere il fiato, a gennaio del 2027 la Russia di un sempre più anziano e cattivo Putin ha aggredito i “bocconcini” più piccoli.

Contemporaneamente ha sferrato un attacco armato contro la Moldavia a sud e congiuntamente contro la Lituania, la Lettonia e l’Estonia a nord: senza preavviso alcuno.

Con la Russia ha attaccato anche la burattina Bielorussia dando manforte agli Zombie russi.

A quel punto la risposta dell’Unione Europea è stata veemente.

La preparazione dell’Unione Europea

Negli anni precedenti, come promesso da tutti i governi dell’Unione Europea, la sicurezza militare era stata rinforzata.

Tra il 2022 e il 2027 gli Stati membri dell’Ue avevano costituito un esercito europeo e si erano dotati delle più moderne armi di difesa, ma anche di attacco.

Il riarmo operato dalla Germania era stato indiscutibilmente il più significativo, con una dotazione di mezzi mai visti prima:

  • carri armati drone di piccola e grande taglia;
  • mezzi controcarro drone;
  • piccole navi da guerra drone per attacchi silenziosi e letali.

Guerra in smart working

La guerra contro la Federazione Russa a tutti gli effetti ha segnato l’avvento della guerra combattuta in smart working.

Per la prima volta al fronte non sono giunti principalmente militari, ma droni.

La difesa a nord

A Nord, a difesa di Estonia, Lettonia e Lituania, sono giunti 7.500 carri armati drone di piccola taglia dotati di mitragliatrice intelligente ad alta capacità di perforazione.

Questi mezzi corazzati drone sono stati i primi a rispondere all’offensiva militare degli zombie russi.

Ciascun cingolato viene comandato a distanza dalla Germania da 7.500 militari tedeschi chiusi in appositi bunker segreti, così che risulti difficile intercettarli e farli bombardare da un missile ipersonico neozarista.

A sbaragliare i carri russi sono giunti anche i controcarro drone. Circa 10 mila piccoli cingolati seguiti a breve distanza da piccoli gruppi di militari della NATO che si sono occupati del loro riarmo dopo ogni attacco.

La differenza l’hanno fatta i 3.500 carri armati drone che hanno invaso la Bielorussia, accompagnati dall’alto da decine di droni bombardieri.

Uno sciame di mezzi drone NATO, quasi tutti di fabbricazione tedesca, ha respinto in brevissimo tempo l’aggressione degli zombie russi e bielorussi rispendendoli da dove erano venuti.

La difesa a sud

A sud la difesa ha potuto contare su 2.500 carri armati drone e circa 3.500 controcarro drone.

Qui per la prima volta sono stati impiegati anche i cani militari drone di fabbricazione statunitense e già schierati a difesa di Taiwan. Circa 1.500 cani drone comandati a distanza e dotati di una potente mitragliatrice di reparto ad alta capacità di perforazione.

Circa 95 aerei drone da bombardamento della NATO hanno annientato l’aggressione russa in poche ore. Un bombardamento dall’alto senza respiro, rifinito da terra dai controcarro drone e dai carri armati drone.

Il comando di questa forza è stato controllato a distanza dalla Romania e dalla Polonia da appositi bunker predisposti per il combattimento a distanza.

Non un solo militare europeo è morto

Al termine di quattro giorni di combattimento, non un solo soldato europeo o della NATO è morto nelle operazioni di difesa.

Mentre sul campo di battaglia la NATO e l’Unione Europea in tutto hanno dovuto inviare appena 5.000 militari, la Russia e la Bielorussia hanno dovuto impiegare decine di migliaia di zombie.

Gravissime le perdite tra gli zombie di Vladimir Putin e di Aljaksandr Lukašėnka, bombardati da cielo da droni da combattimento, centrati dai controcarro drone, falcidiati da blindati drone dotati di mitragliatrici ad elevatissima precisione, centrati dai carri armati drone capaci di sparare un colpo ogni 10 secondi e fino a 35 in una sola operazione di attacco e difesa.

Il drone da guerra non riposa mai

Gli zombie neozaristi hanno avuto la peggio anche perché i cingolati drone possono operare senza stancarsi, richiedendo soltanto operazioni di supporto logistico per il rifornimento.

I blindati drone della NATO, di fabbricazione tedesca, sono dotati di sistemi di visione notturna che gli offrono la capacità di combattere anche la notte, quando di solito i carri armati dello zar pazzo sono costretti a tacere.

Guerra in smart working

Non è chiaro se l’aspirante zar che risiede a Mosca abbia appreso la lezione: da questa parte per combatterlo non abbiamo bisogno di inviare sul campo molti soldati.

Da questa parte della nuova cortina di ferro la guerra la combattiamo in smart working, comodamente seduti su una sedia come davanti alla PlayStation.

La guerra in smart working non è fantascienza, lo dimostrano i video qui sotto.

Video carri e blindati drone

Cingolato da combattimento autonomo fabbricato da Rheinmetal in Australia.

 

Blindato autonomo con mitragliatore ad alta precisione.

 

Lancia razzi autonomo di accompagnamento truppe.

 

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