Cambiamento climatico. Perché investire in aziende inquinanti per cambiarle

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- Foto di Zoya Loonohod da Unsplash.com. -

Esistono vari metodi per costringere un’azienda ad abbracciare misure di contrasto al cambiamento climatico. La più dura è il boicottaggio da parte dei consumatori, ma questo metodo oltre ad essere spesso inefficace è anche deleterio sotto molti profili.

Sul piano finanziario, invece, per aiutare le aziende più inquinanti a cambiare il loro modello, si può applicare un approccio di engagement volto a sostenere l’azienda inquinante nel suo processo di conversione industriale ad un modello meno inquinante.

Prima vanno ovviamente individuate quelle aziende con modelli di business più inquinanti, quindi va proposto loro un progetto di investimento finalizzato alla riduzione delle emissioni di gas serra e di altri inquinanti. Serve un progetto che sia vincente, sia per l’investitore che per l’azienda altamente inquinante.

Ecco quali sono alcune delle industrie più inquinanti del pianeta:

  • società di estrazione del petrolio;
  • società di estrazione del gas naturale;
  • società di estrazione di altre materie prime di origine minerale (rame, ferro, pietre da costruzione);
  • cementifici;
  • acciaierie.

Come si aiutano queste grandi imprese a ridurre il loro impatto sull’ambiente, per aiutare a ridurre il cambiamento climatico in atto?

Ecco alcune strade praticabili.

Produrre l’energia da fonti rinnovabili

Ciascuno dei settori sopra elencati, richiedono grandi quantità di energia per svolgere le rispettive attività di estrazione e produzione.

Il primo step per renderle meno inquinanti è sicuramente la produzione dell’energia elettrica necessaria al loro funzionamento attraverso le fonti rinnovabili.

Gli impianti di estrazione di materie prime potrebbero usare parchi eolici appositamente progettati per loro, da cui approvvigionarsi direttamente di energia elettrica a 0 emissioni, oppure potrebbero installare degli impianti fotovoltaici.

Anche le piattaforme marine di estrazione del gas naturale e del petrolio possono produrre l’energia elettrica che gli occorre a 0 emissioni, grazie all’energia ricavata dal moto ondoso (o energia marina). Esistono varie soluzioni in fase di sperimentazione per ricavare energia dal movimento delle maree che sono incoraggianti. Qui un libro che spiega in poche pagine come funziona l’energia prodotta dalle onde marine.

Le grandi acciaierie potrebbero usare una combinazione tra eolico e idrogeno, oppure adottare una soluzione mista tra concentrazione solare e idrogeno. Entrambi le soluzioni vedrebbero impegnati il parco eolico o la centrale a concentrazione solare, nell’estrazione di idrogeno verde. Quest’ultimo verrebbe quindi utilizzato come combustibile per la produzione di energia elettrica. Qui alcuni libri di approfondimento su come funziona l’idrogeno verde e come investirci.

Cambiare il core business

Attuando un processo graduale ma inesorabile, alcune imprese altamente inquinanti possono del tutto cambiare il loro core business o quantomeno diversificarlo.

Prendiamo le società che estraggono petrolio e gas naturale. Se inizialmente la produzione di energia da fonti rinnovabili è un buon inizio per ridurre il loro impatto sull’ambiente, è chiaro che sul lungo periodo non basta.

Serve azzerare l’uso del petrolio e del gas naturale per produrre energia.

Cosa possono fare i produttori di petrolio e gas naturale per modificare il loro core business? Possono trasformarsi da Oil & Gas company a Energy Company.

Eni spa, ad esempio, in Italia è un modello per lo sforzo che sta compiendo di azzerare la produzione di petrolio entro il 2050. La multinazionale italiana da alcuni anni investe nell’eolico italiano e straniero, nel fotovoltaico e anche nel moto ondoso.

Aiutare le imprese inquinanti a cambiare

Le imprese maggiormente inquinanti vanno aiutate a cambiare e in questo processo di cambiamento il ruolo degli investitori è centrale.

Gli investitori possono supportare il cambiamento appoggiando specifici progetti di transizione verso le zero emissioni.

Ad esempio, investendo in obbligazioni corporate green (cosiddetti green bond) emesse dalle società, con l’obiettivo di investire nella trasformazione dei processi per ridurre gli sprechi e per produrre energia da fonti rinnovabili.

Il ruolo degli investitori è basilare, ma serve che questi siano responsabili nell’allocare le proprie riserve finanziarie.

Perché abbassare le emissioni di CO2 dei nostri portafogli disinvestendo significa semplicemente che il carbonio finisce nel portafoglio di un altro investitore che compra ciò che noi cediamo e il mondo resta lo stesso, ha scritto Robeco nel suo "The big book of climate investing" pubblicato nel 2021.



Foto Fabio Carbone: autore articolo
Fabio Carbone
Scrittore web tecnico ma versatile, scrive di criptovalute e blockchain per quotidiani online, siti di settore e aziende. Ha seguito un corso accademico sull'Industria 4.0 applicata al business; ha ottenuto 2 certificati blockchain professionali: BerkeleyX e The Linux Foundation.
Ghost writer e amante delle tartarughe d'acqua dolce, nel tempo libero cura il blog www.rugatartaruga.eu.
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