Dall'Internet of Things all'Economy of Things: cosa significa?

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- Foto di Andres Urena da Unsplash.com. -

L'internet of things è l'internet delle cose connesse in rete. Da un po' di tempo a questa parte si scrive sempre più sull'argomento. In realtà, se guardiamo alla storia dell'informatica, l'internet of things ha la stessa età della tecnologia che ha permesso ai computer di connettersi tra loro. Un esempio di strumento connesso in rete e condiviso tra più persone è la stampante (stampante di rete): chi lavora in uffici medio grandi sa bene di cosa si tratta.

Sorvegliare casa mentre siamo in barca nell'Oceano Indiano

Il passo verso una realtà fatta di tanti strumenti capaci di connettersi a internet è degli ultimi decenni anni.

Tra i primi esempi di applicazione pratica troviamo le telecamere di sorveglianza installate in casa o nell'attività commerciale.

Grazie alla rete internet e a una applicazione installata sullo smartphone, è possibile vedere e sorvegliare casa nostra anche se siamo in Australia o su una nave durante una crociera nell'Oceano Indiano: basta una connessione internet e questo è possibile.

La casa connessa al nostro smartphone

Internet of things è frigoriferi, lavatrici, forni connessi in rete.

L'impianto di riscaldamento connesso allo smartphone rende possibile la magia di trovare la casa calda al nostro rientro dopo una giornata di lavoro al freddo.

L'internet of things consente di verificare che tutte le luci in casa sono spente e, con un tocco sullo smartphone, spegnere quelle rimaste accese.

I nuovi strumenti tecnologici, come Amazon Echo, gestiscono le luci di casa, verificano che il bambino dorma sonni tranquilli nella culla, permettono di rispondere al citofono dal letto e se hai il videocitofono puoi vedere chi ti disturba nel primo week-end libero al termine di un duro mese di lavoro.

L'economy of things

Mentre l'internet of things per qualcuno è ancora materia oscura da scoprire, tanto da non avere ancora varcato la porta di milioni di case nel mondo e non essere diventata una realtà per tutti, già si discute e si sperimenta l'economy of things.

Sì perché tutto è business, ma non sempre nel senso negativo. Anzi, in senso molto positivo. L'internet of things apre nuovi scenari eccezionali per l'economia mondiale.

Pensiamo alla possibilità di connettere strumenti di lavoro in rete e di renderli disponibili a quelle popolazioni cui mancano  le possibilità economiche per acquistarli.

Con l'economia delle cose condivise in rete, strumenti di lavoro costosi saranno condivisi con tutte le popolazioni per favorire il progresso omogeneo.

Blockchain al centro del cambiamento

Nella strutturazione dell'economy of things, sarà fondamentale la tecnologia blockchain o una sua evoluzione, anch'essa materia ancora oscura per molti.

La tecnologia blockchain, secondo i più recenti esperimenti, non si applicherebbe solo alle cosiddette criptovalute, ma avrebbe prospettive di applicazione ben più ampie.

L'economia delle cose condivise in rete, potrà avvalersi di applicazioni basate su blockchain per costruire nuove reti sicure (inattaccabili) di condivisione di strumenti di lavoro. Fornire la possibilità alle idee, nate nei paesi in via di sviluppo, di diventare realtà anche se mancano i soldi per comperare gli strumenti di lavoro necessari allo sviluppo delle stesse. A questa mancanza supplirà l'economy of things, con il supporto della tecnologia blockchain.

L'evoluzione degli attuali servizi condivisi (sharing service) innovativi

Pensate al carsharing e al bikesharing. Servizi già di per sé innovativi. Pensate ora alle nuove tecnologie che consentono alle automobili di muoversi da sole.

Bene, con l'economy of things, basterà connettere la ebike e l'automobile a internet, prenotarla e farla arrivare fino a casa. Verrà lei da noi, non saremo noi a recarci presso il parcheggio del carsharing o del bikesharing. Il sistema sarà auto regolamentato dalla tecnologia blockchain e non richiederà interventi esterni.

- Foto di Paul Steuber da Pixabay.com. -

Carsharing di quartiere

La tecnologia blockchain permette di creare ecosistemi autonomi e sicuri. Un esempio? Il carsharing di quartiere, dove chi vuole mette a disposizione la propria auto nelle ore di non utilizzo.

La lavatrice condominiale prenotata nell'ambito dell'ecosistema blockchain condominiale.

Fantasia, fantascienza o visione del futuro?

Fantasia? Fantascienza? Follia? Ne hanno discusso alla Blockchain Conference Abu Dhabi 2016, l'8 dicembre 2016.

Riporto il riassunto in lingua originale:

Dominik Schiener from IOTA (Germany) has spoken about the prospects of integration of the Internet of things (IOT) and the blockchain technology.

For a start, there is a global data: in 2020, there will be 50 billion of interconnected devices worldwide. This concerns the issue of how to create scalable data clusters on the principles of smart decentralization (on the basis of blockchain technologies and smart contracts) by combining online and offline ecosystems, which will lead to the formation of the Economy of Things and make a variety of resources more accessible and improve the quality of life.

Per approfondire: www.iota.org progetto di economy of things decentralizzato in fase di sviluppo.



Foto Fabio Carbone: autore articolo
Fabio Carbone
Scrittore web tecnico ma versatile, scrive di criptovalute e blockchain per quotidiani online, siti di settore e aziende. Ha seguito un corso accademico sull'Industria 4.0 applicata al Business; ha ottenuto una certificazione blockchain professionale.
Ghost writer all'occorrenza ed amante delle tartarughe d'acqua dolce, nel tempo libero cura il blog www.rugatartaruga.eu.
Per contatti professionali: LinkedInTelegram.

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